LA STORIA

Gianni, studente in medicina senza molte risorse economiche, decide di recarsi in vacanza presso il mulino degli zii Guglielmo e Lisetta. ad attenderlo, due incontri destinati a cambiargli la vita: con la bella rosita, figlia del nobile don Cristobal De Bobadilla, di cui s’innamora al primo sguardo. e con alverman, un buffo ometto, che si rivelerà essere uno gnomo della mitica terra di avalone e che diventerà suo inseparabile compagno d’avventura. Grazie soprattutto all’aiuto dello strano amico e del suo anello magico, Gianni riuscirà a sconfiggere il suo antagonista in amore, de Sénancourt, un aristocratico borioso e imbroglione, favorito però dal padre della ragazza, e a sposare Rosita.

È il 5 gennaio 1970 quando, nell’unico spazio riservato dal piccolo schermo ai giovani spettatori dell’epoca, “La Tv dei ragazzi”, la rai trasmette il primo episodio di Gianni e il magico Alverman, una serie belga prodotta negli anni Sessanta, una delle più mitiche e indimenticabili esperienze televisive del genere fantasy. ambientata nel Seicento, tra boschi fatati, grotte incantate, dimore signorili e minacciosi castelli, grazie a un sapiente mix che rievoca l’intreccio e il fascino delle fiabe nordiche dei fratelli Grimm, la storia aggancia fin dal suo esordio l’attenzione e l’affetto del popolo dei minorenni. il successo è immenso.

Da quel lontano 1970 la serie non è mai stata replicata. Questa circostanza, unita ai racconti di quanti avevano potuto apprezzarne la visione, ha fatto crescere nel tempo una leggenda nella leggenda: le registrazioni originali erano irrimediabilmente perdute. i tanti fan di alverman hanno vissuto per decenni tra speranza e mito. Per fortuna la realtà è diversa…